Sivit al NOI TECHPARK di BOLZANO. Un luogo che connette imprese, ricercatori e studenti per generare innovazione.

Sivit al NOI TECHPARK di BOLZANO. Un luogo che connette imprese, ricercatori e studenti per generare innovazione.

Sivit quest’anno ha avuto l’opportunità di partecipare alla co-creazione del Polo Tecnologico di Bolzano con il proprio lavoro e la propria professionalità. Il progetto ambizioso di questo parco tecnologico, è quello di essere il primo polo di eccellenza altoatesina su nuovi processi tecnologici, new business e new economy.

I processi innovativi del network NOI Techpark spaziano in molteplici ambiti di ricerca, partendo dalle risorse e dalle competenze territoriali per dare vita ad un generatore vero e proprio di innovazione e cultura che avranno la peculiarità di adeguarsi all’ambiente circostante, e non viceversa, sfruttando i punti di forza del panorama dell’Alto Adige e partendo dalle competenze già presenti sul territorio.

All’interno del NOI Techpark, lavoro e ricerca si concentrano pertanto sull’innovazione tecnologica nei settori di eccellenza propri dell’ecosistema regionale: tecnologie alpine, efficienza energetica (tecnologie green) e tecnologie alimentari, alle quali si affianca il settore ICT & Automation.

Lo studio del progetto del Polo Tecnologico di Bolzano ha visto Sivit protagonista nella progettazione delle migliori soluzioni per l’ambiente e con un progetto nel progetto che rispettasse criteri di sicurezza e resa estetica elevati.

Il progetto ideato da Sivit in risposta al capitolato d’appalto per il Polo Tecnologico di Bolzano, parte dallo studio delle necessità per trovare le migliori soluzioni e determinare quindi approccio e qualità d’intervento. Una volta approvato è stata definita una fase operativa che ha coinvolto il Laboratorio Applicazioni di Sivit per determinare la scelta della soluzione più adatta ad ogni singola realtà, dalle aule, ai corridoi, fino alle superfici esterne che rispettasse i criteri di alta qualità richiesti.

Nello specifico sono stati realizzati diversi cicli di posa capaci di coprire gli oltre 30000mq di superfici e pavimenti da rivestire, oltre che i 6500mq di parcheggi.

Rivestimento di malta resinosa mediante ciclo a massetto (MAS05): Dopo una preliminare preparazione dei piani di posa tramite scarifica superficiale con macchinari appositi, la rimozione dei materiali di risulta e un’attenta pulizia vengono applicati i cosiddetti promotori di adesione: nello specifico uno strato di formulato epossidico aggrappante e successivamente uno strato di formulato bicomponente aggrappante.

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Sul formulato si procede alla messa in opera della malta sintetico-resinosa bi componente, ottenuta addizionando il legante epossidico con inerti quarziferi in curva granulometrica per l’ottenimento di una malta sintetica pigmentata. Ad indurimento avvenuto è eseguita una doppia rasatura con formulato bicomponente a basso ingiallimento opportunamente addensato allo scopo di saturare le eventuali porosità presenti. Come strato di finitura viene poi applicato uno strato di formulato bicomponente poliuretanico-alifatico pigmentato a bassissimo ingiallimento.

In ultimo, come protettivo del rivestimento, viene applicato uno strato speciale di cera corazzata.

Resina autolivellante per pavimenti: Dopo un’attenta preparazione meccanica dei piani di lavoro e una pulizia e rimozione dei materiali di risulta viene applicato uno strato di formulato epossidico aggrappante per agevolare l’adesione del formulato bicomponente applicato a rullo, al quale viene applicato uno strato di inerti quarziferi sferoidali in opportuna granulometria.  Sono poi applicati due strati ulteriori di formulato epossidico entro le 24h successive, pigmentato con microfibre che ne garantiscono un buon coefficiente di attrito. Viene in poi applicato uno strato speciale di cera corazzata, rifinendo così una pavimentazione con una classe Bfl-s1 di reazione al fuoco.

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Giunti di costruzione o dilatazione: i giunti di costruzione o dilatazione sono ritagliati con un apposito macchinario taglia giunti e dopo un’approfondita pulizia viene inserito un apposito fondo giunto sintetico sigillato con resina a base epossipoliuretanica.

Resina per pareti: sulle pareti intonacate, viene eseguita una preparazione meccanica per eliminare le eventuali parti friabili in superficie. Una volta applicati i promotori di adesione viene steso uno strato di formulato epossidico bicomponente aggrappante. Il rivestimento viene eseguito con due strati di formulato epossidico bicomponente pigmentato con un risultato di pareti monocromatiche, omogenee e brillanti, facili da pulire.

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Rivestimento di malta resinosa mediante massetto statico-dissipativo: a differenza del massetto in resina, dopo la lavorazione, la pulizia delle superfici di applicazione e la stesura della malta sintetico-resinosa bicomponente addizionata con inerti quarziferi per l’ottenimento di una malta sintetica pigmentata, si provvede alla messa in opera della malta sintetico-resinosa bicomponente e viene effettuata una doppia rasatura con formulato Primer bicomponente Nero a base di filler elettroconduttivi allo scopo di saturare le eventuali porosità. Viene poi applicato uno strato speciale di cera corazzata. Questa pavimentazione risulta impermeabile ad olii e liquidi, conservando la sua caratteristica intrinseca di superficie antiscivolo, con una classe Bfl-s1 di reazione al fuoco.

Finitura antisdrucciolevole per i gradini. Questa finitura peri gradini risulta superficialmente porosa ed è utilizzata per mantenere alti standard di sicurezza, caratteristica necessaria in ogni luogo pubblico.

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Superficie dei parcheggi: per i parcheggi, realizzati in resina epossidica pellicolare a spessore additivata di quarzi, viene applicato un ciclo in grado di apportare alla pavimentazione maggiori prestazioni carrabili. Una volta avvenuta la preparazione meccanica della superficie e le operazioni di pulizia dei giunti presenti, avviene la rasatura con formulato epossidico senza solvente FLUIDEPOX pigmentato con COLORPASTA EPOX e caricato con QUARZO RESINATO. Viene successivamente stesa una ripresa di formulato epossidico bicomponente colorato PAVIWATER opportunamente diluito con acqua. Dopo l’applicazione di un secondo strato di PAVIWATER viene ritagliato il rivestimento in corrispondenza dei giunti e gli stessi sigillati con SIGILFLEX, elastomero poliuretanico.

 

I RISULTATI

Sivit si è occupata di tutte le fasi: dai rilievi fino all’ultimo ritocco per questo spazio che ospita5 startup italiane, 5 centri di ricerca, 30 aziende e 20 laboratori, per un’opera 190mila metri cubi creato a che un tempo ospitava il più grande stabilimento per la produzione di alluminio in Italia. Lo spazio lavorerà principalmente su quattro assi: Green, Food, Ict&Automation e Tecnologie Alpine e, continuerà a svilupparsi nel corso dei prossimi 10-15 anni, con la creazione di altri sei moduli. Di modo che l’area, si trasformi in un vero e proprio quartiere dell’innovazione.


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